FRACASTORO, GIROLAMO (1483-1553)
Opera omnia [...] collecta. [...] Accesserunt Andreae Naugerii patrici veneti Orationes duae carminaque nonnulla [...].
4to (cm. 21,5), legatura in pergamena antica rimontata, tagli rossi, qq. piccolo alone margin., ben conservato. Alc. note antiche mss. di possesso, frontesp. con marca tipografica, al verso della 6°c. n.n., xilografia in cornice architettonica rappresentante il Fracastoro e il Naugerio. Capil. xilogr., tabelle e numerose figure geometriche in xilogr. n.t.; cc. (6), 285 [in realtà 289 perchè è omessa la numeraz. delle cc. 185-188], (1 b.), 32 (di cui la prima n.n.). Prima edizione, postuma, dell'opera omnia. Fracastoro, medico di origine veronese, archiatra di papa Paolo III, amico e collega di Copernico all'Università di Padova, è noto per aver coniato il termine sifilide a denominazione della malattia fino allora conosciuta come morbo gallico: nel poemetto latino Syphilis sive morbus gallicus (1530) descrisse in versi questa malattia, elogiando tra l'altro le virtù curative del mercurio e del guaiaco. Nel De contagione et contagiosis morbis (1546) - trattato alla base della moderna patologia - ipotizzò e verificò per primo l'origine delle infezioni, dovute a germi portatori di malattia, in grado di moltiplicarsi all'interno dell'organismo e di trasmettersi da un individuo a un altro tramite il contatto o la respirazione. L'edizione giuntina del 1555 è la prima a riportare il dialogo sulla poesia Naugerius e i due dialoghi filosofici De intellectione e De anima, scritti dal Fracastoro nel suo ultimo anno di vita. Fracastoro fu anche uno dei primi ad elaborare la moderna teoria sull'origine dei fossili; raccolse infatti una notevole serie di reperti naturalistici che alla sua morte confluirono nel nucleo iniziale del Museo di Francesco Calzolari senior. Adams F-817; Durling 1631; BMC STC it p. 275.
Venetiis, apud Iuntas 1555
€ 2.400,00